pon_2014-2020 

DNG - Dispersione No Grazie

 

Il progetto “Dispersione? No, grazie” (DNG) nasce nel nostro Istituto nel 2015 per far fronte ad un problema che ormai da tempo affligge la scuola: i ragazzi che abbandonano prematuramente gli studi.

Per capire meglio la portata del problema ecco qualche dato: la Comunità Europea ha stabilito che la percentuale di giovani in dispersione scolastica in ogni paese membro non deve superare il 10%. L’Europa è al 12,8%. L’Italia è al 17,6 %.

Nel nostro Istituto l’abbandono scolastico è collegato alla percentuale di studenti con giudizio sospeso: ossia il 33% che origina il 3,4%.

I ragazzi che abbandonano prematuramente gli studi sono in generale ritenuti unici e diretti responsabili dei loro insuccessi (Migliorini, Piermari e Rania 2008), ma in realtà le cause della dispersione vanno ricercate in un complesso intreccio di variabili dirette ed indirette che vanno da un livello sociale ad un livello individuale e psicologico, il tutto all’interno di quella delicata cornice di sviluppo evolutivo che è l’adolescenza (Urdan, Shoenfelder, 2006).

Per dirlo con parole più semplici possiamo immaginare che un ragazzo che abbandona la scuola sia come un pugile che finisce al tappeto dopo una raffica di colpi che piovono da ogni parte.

Per proseguire il nostro paragone con il pugilato, ci siamo chiesti: da dove arrivano i pugni? E soprattutto, in base a quale meccanismo questi pugni “stendono” alcuni studenti piuttosto che altri?

La risposta risiede nella motivazione e nell’autostima che agiscono come un caschetto protettivo capace di assorbire i colpi più duri che piovono sulla testa dei nostri studenti. Ma come si fa a dotare ogni studente del suo caschetto protettivo di motivazione ed autostima?

 

La nostra risposta è L’APPRENDIMENTO TRA PARI

 

L’aiuto reciproco è una pratica che nel genere umano si ripete abbastanza frequentemente e in modo particolare nei momenti di difficoltà, bisogno o pericolo.

Quando qualcuno si trova in queste situazioni, nella maggior parte dei casi, viene aiutato da colui che gode di una situazione migliore.

Questo approccio educativo mira a rendere i ragazzi soggetti attivi della propria formazione e/o educazione essendo questa attuata tra pari o tra persone che appartengono al medesimo gruppo senza far riferimento agli adulti per trasferire contenuti, valori, esperienze.

Numerosi sono i vantaggi: gli allievi che vengono aiutati, imparavano più̀ rapidamente e in maniera più completa; i tutor consolidano i loro apprendimenti e migliorano di conseguenza le loro prestazioni; sia tutor che studente migliorano la motivazione verso gli impegni scolastici; migliora il clima in classe; è possibile individualizzare l’istruzione.

Il TEAM - DNG

 

"Viviamo in un tempo in cui raccontare qualcosa di positivo desta sospetto.

Credo che dovremmo abbassare le nostre difese e cercare ciò che in mezzo all’inferno non è inferno,

farlo durare e dargli spazio, come dice il Marco Polo creato da uno scrittore a me caro.

Questo però richiede coraggio, perché accogliere qualcosa di bello, vero, buono,

cioè riconoscerlo come bello, vero, buono,

significa mettersi in gioco personalmente per difendere e ampliare quel bello, vero, buono.

Il cinismo è scorciatoia che ripara dal coinvolgimento personale e dal conseguente impegno,

e a volte sembra un rifugio comodo, ma alla lunga inaridisce.

Invece non nascondersi l’inferno e far crescere qualcosa di bello, lì in mezzo,

è molto più appassionante."

 

(Alessandro D'Avenia)

 

La citazione è sempre la stessa

e l'entusiasmo è rinnovato! 

si riparte.


 

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